Sulle mappe si chiama Cala Grande, ma nessuno la chiama così. La Valle della Luna è la valle di granito che scende verso il mare sul lato occidentale di Capo Testa: massi enormi, macchia bassa, un sentiero sterrato e, in fondo, l'acqua.
Perché si chiama così
Il nome viene dal paesaggio: le rocce chiare, tondeggianti e spoglie, sotto una certa luce sembrano un suolo lunare. Dagli anni Settanta la valle è diventata un luogo di ritrovo per chi cercava un posto lontano dal mondo, e ancora oggi conserva quell'atmosfera sospesa. Nelle grotte naturali tra i massi si trovano tracce di quella storia.
Come ci si arriva
Si lascia l'auto nell'area di sosta lungo la strada per Capo Testa e si prosegue a piedi lungo un sentiero sterrato. In una ventina di minuti di cammino, in leggera discesa, si arriva alle cale. Non c'è nulla di attrezzato: niente chioschi, niente bagni, niente ombra se non quella delle rocce.
Il sentiero non è difficile ma è irregolare, con tratti di sabbia e pietra. Le infradito sono la scelta sbagliata: servono scarpe chiuse, anche solo da ginnastica.
Cosa portare
Acqua, più di quella che pensate di bere. Un cappello. Qualcosa da mangiare se restate per la giornata, perché non c'è dove comprarlo. Un sacchetto per riportare indietro i rifiuti: la valle è bella perché nessuno la sporca, e mantenerla così dipende da chi ci va.
Il momento giusto
Il tardo pomeriggio è l'ora migliore: la luce radente accende il granito e il caldo si è già attenuato. Il tramonto qui è uno spettacolo, ma tenete conto del ritorno: sul sentiero, al buio, senza torcia si fa fatica. Dalle nostre case in paese sono una decina di minuti d'auto più la camminata: un pomeriggio intero, da mettere in conto per intero.
Cosa si trova in fondo
Il sentiero non porta a una sola spiaggia ma a una serie di cale piccole, incastrate tra i massi, con fondali di granito e acqua trasparente. Non c'è sabbia larga da stendere ombrelloni: si trova un ripiano di roccia liscia, si stende il telo e si sta lì. Chi ama nuotare trova acqua profonda a pochi metri dalla riva e fondali che, con una maschera, valgono da soli l'escursione.
Nelle giornate di mare calmo si può camminare da una cala all'altra sulle rocce, allungando la giornata senza tornare al parcheggio. Con il mare mosso, invece, alcune zone diventano impraticabili e il consiglio è restare in alto.
La storia recente della valle
Dagli anni Settanta la Valle della Luna è stata frequentata da comunità che qui hanno vissuto per periodi lunghi, sfruttando le grotte naturali tra i massi come riparo. È una storia che si è depositata sul posto e che ancora oggi si percepisce: nelle scritte sulle rocce, negli oggetti lasciati, nell'atmosfera generale del luogo, molto diversa da quella di una spiaggia attrezzata.
È un aspetto che va preso per quello che è: la valle non è un parco curato né un lido. Chi ci va sapendo cosa aspettarsi ne apprezza la libertà; chi cerca ordine e servizi resta deluso.
Se non ve la sentite di scendere
Il sentiero non è per tutti, e non c'è nulla di male ad ammetterlo: chi ha problemi di ginocchia, chi viaggia con bambini molto piccoli o chi semplicemente non ha voglia di camminare con il caldo può fermarsi ai punti panoramici in alto, da cui la valle si vede per intero. Il colpo d'occhio dall'inizio del sentiero, con i massi che scendono verso il mare, è già una buona ragione per esserci venuti.
In alternativa, il resto di Capo Testa offre scorci altrettanto belli con percorsi molto più brevi: l'area del faro e le spiagge dell'istmo si raggiungono senza fatica e restano tra le cose migliori da vedere in zona.
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